Casa Prima, Casa Settima

da “Vademecum dell’astrologia”

 

La cuspide dell’Ascendente, che viene calcolata in base alla data di nascita, e soprattutto all'ora, segna l’inizio della casa prima, da cui parte la dislocazione di tutte le altre case: è come se in quel preciso momento, segnato dalla nascita dell’individuo, si scattasse la sua fotografia, che rimane fissa ed immutabile e nella quale, trattandosi di un ritratto astrale, è possibile leggere le simbologie e interpretare dettagliatamente le caratteristiche della sua personalità influenti nella sua vita, cominciando appunto dal modo in cui è venuto al mondo.

Parlando dell’Ariete si è descritta la sua propensione a creare, dovuta alla presenza della triade Marte-Sole-Plutone, che, per cosignificanza, troviamo quindi anche in casa prima. È proprio grazie all'analisi degli aspetti che formano tali pianeti, indipendentemente dalle case in cui sono ubicati, che si risale alle modalità della nascita, alla facilità o meno con cui la persona è venuta al mondo. I traumi, se presenti, delineano un atteggiamento psicologico e comportamentale che rimarrà indelebile nel suo animo. Pertanto nella prima casa si assiste al taglio del cordone ombelicale e quindi alla nascita della persona e dell’Io.

Questo Io-Sole, che si trova affiancato a Marte, l’energia prorompente esteriore, e a Plutone, l’Es, non può far altro che manifestarsi in maniera caotica, seguendo le pulsioni che lo spronano ad esaudire i propri bisogni e a perseguire i propri piaceri. E non potrebbe peraltro avvenire diversamente: il neonato infatti, per nascere, necessita di una grande energia vitale e di altrettanta volontà, che gli consentono di ottemperare ai suoi bisogni primari di sopravvivenza.

Allo stesso grado del segno dell’Ascendente, in opposizione, si trova però il Discendente, che delinea la casa settima la quale, oltre che presentare all’Io-Sole il Super Io-Saturno, afferma che esiste un mondo esterno, in cui bisogna vivere rispettandone le regole. Anche se tale conoscenza viene ammorbidita dall’affettività, simboleggiata da Venere e dalla protezione viscerale data da X, l’Io, nonostante in questa fase sia maggiormente accondiscendente all’Es, si troverà, man mano che cresce, a tenerne conto, cercando di mettere d’accordo due esigenti padroni: il Super Io ed il mondo esterno, elaborando e perfezionando il proprio senso della realtà. Compito non certo facile, in quanto le pretese di questi due signori sono spesso contrastanti e l’Io-Sole si sente talvolta stritolato, minacciato da vari pericoli, ai quali reagisce sviluppando un senso d'angoscia. Da qui la sua precarietà, che viene maggiormente avvertita in casa prima, dove l’Io è spinto dall’energia aggressiva, Marte, e dall’Es, Plutone, ad esaudire i suoi desideri istintivi e vive come repressioni dolorose le frenanti esigenze del Super Io in ossequio alle esigenze del mondo esterno. Basti pensare alle reazioni violente, con pianti e urla assordanti, dell'infante alle cerimonie, peraltro spesso organizzate appositamente per lui, come ad esempio il Battesimo, oppure davanti ai veti che i genitori gli pongono sgridandolo o impedendogli di fare tutto ciò che vuole.

È un conflitto molto duro, quello simboleggiato da queste due case, perché se nella casa prima l’Io-Sole si esalta grazie al sostegno di Marte-aggressività-volontà e di Plutone-Es-energia libidica, dall’opposta casa settima un severo Super Io, rappresentato da Saturno, gli impone i criteri morali, i valori tradizionali e le regole della società, ossia il senso del dovere e la ricerca della perfezione, che sottintendono l’annullamento della soddisfazione del piacere. Tali principi vengono trasmessi in primo luogo dai genitori, con insegnamenti, punizioni e ricompense e il meccanismo si ripeterà successivamente con le persone care, con le amicizie e con le istituzioni che li sostituiranno.

Il Super Io-Saturno ricompensa però l’Io-Sole, che ubbidiente si adegua garantendogli stabilità e il raggiungimento dei traguardi che l’individuo si pone, possibile anche grazie al forte senso della realtà che l’Io ha acquisito. Venere infine, nella sua simbologia di affettività, lo risarcisce, permettendogli di incontrare persone, con le quali instaurare rapporti d’amore e/o di amicizia profonda.

La casa settima, ennesimo percorso obbligato, ci indica che, in questa casa come nella prima, avviene il taglio di un altro cordone ombelicale, sebbene in maniera meno violenta, più razionale: l'individuo, forte della corazza portante che il Super Io-Saturno ha costruito intorno all'Io-Sole, è cresciuto, psicologicamente strutturato, nonché economicamente autonomo ed è quindi pronto a staccarsi dalla famiglia d’origine per formarsene una propria.

In questa casa il soggetto esegue, tra le persone con cui viene in contatto, un'attenta selezione basata su criteri razionali, come vuole Saturno e sull’affettività, come esige Venere, che gli permette di scegliere le proprie amicizie, che saranno poche, profonde e durature. La stessa selezione, unita all'attrazione affettivo-estetica di Venere e quella possessiva-sessuale appartenente a X, spinge l’individuo alla scelta di vivere in coppia, per formare una famiglia.

Solo con questi presupposti, dopo tale percorso, l’Io arietino si acquieta ed accetta l’equilibrio nel rapportarsi in particolar modo con il partner, ma, per vincere l'angoscia della precarietà, ha bisogno di stipulare un contratto come quello del matrimonio o, in linea con i tempi attuali, della convivenza, per garantirsi che, oltre ad aderire alle regole sociali, gli verrà accordata la garanzia di essere l'unico oggetto d'amore nella vita del compagno.

Analogo percorso sarà fatto anche dal single, allorché sceglierà di andare a vivere da solo, tagliando così il cordone ombelicale con la famiglia paterna. Anche costui si sarà circondato da profonde amicizie, dalle quali sentirsi sostenuto e con le quali andrà alla conoscenza di altre persone, tra cui potrà incontrare un futuro partner o quantomeno gli garantiranno di vivere insieme agli altri.

© 2023 Carla Pretto