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La
mia passione per l’astrologia è nata nel 1979 grazie a mio marito Andrea
che aveva acquistato il libro di Serena Foglia “l’Alfabeto delle Stelle”
e da bravo Gemelli mi raccontava tutto ciò che leggeva. Acquistò
successivamente il Sementovsky – Kurilo e imparò a disegnare il tema
natale e ad iniziare le interpretazioni: fu in quel momento, quindi che
il fascino della disciplina attecchì su di me stimolandomi ed iniziai a
studiarla, anche se pensavo, essendo una persona razionale, grazie ad un
bel Saturno radicale: “la prima volta che sgarra… la mollo”.
Nell’autunno dello stesso anno iniziai quindi il corso di astrologia per
corrispondenza indetto dalla scuola Capone di Torino ed ebbi come
insegnante Anna Realini, perché desideravo avere conferma che quello che
avevo imparato fosse corretto, dopo di che nel 1980 a Padova si aprirono
i corsi della scuola di Lisa Morpurgo, tenuti da Anna Mosca e che
frequentai per due anni studiando sul testo “Introduzione
all’Astrologia” e in autunno dello stesso anno ebbi la fortuna di
conoscere Lisa Morpurgo mentre presenziava al suo 2° Congresso. Di
Congressi, poi, ce ne furono altri 10 e non me ne feci scappare uno. A
fine ’91 ebbi modo di scriverle una lettera per risponderLe ad una
domanda personale che faceva ai lettori di Sirio, rivista in cui la
Morpurgo scriveva all’epoca e nella quale chiedeva come mai i lettori,
quando le facevano una domanda, cercassero di darle anche la risposta.
La mia lettera la turbò molto, tanto che mi rispose personalmente a
casa, cosa che raramente faceva e da lì nacque una “corrispondenza” o
forse è meglio dire un duello dialettico che terminai dopo tre lettere.
Nonostante ciò, dal punto di vista astrologico, penso ancora adesso che
Lisa Morpurgo sia stata la migliore.
Nel ’92 iniziai a tenere i corsi di astrologia e man mano che le mie
allieve acquisivano la disciplina, le migliori rimanevano formando un
gruppo col quale stesi delle relazioni e demmo vita al 1° Simposio di
Astrologia a Verona nel 2000.
Le nozioni astrologiche aumentavano sempre più, mi sembrava di essere un
sacco che continuava a riempirsi, e talmente pressato da doverlo
svuotare altrimenti rischiavo di non imparare più nulla e fu così che
nacque in me la necessità di scrivere e iniziai infatti con
“Luna-Saturno: La dualità dell’essere”: dapprima una semplice relazione,
che inviai al IV concorso nazionale “Voci Nuove” indetto dal CIDA
nell’aprile 1996 e che con mia grande soddisfazione venne premiata e
riscosse applausi dal pubblico. Fui perciò stimolata a continuare e
nell’autunno del ’99 il libro era finito, ma nessuno lo voleva
pubblicare.
Rimase nel cassetto per un anno e mezzo, ma nel frattempo mandai, sotto
suggerimento dell’astrologa Grazia Mirti, due capitoli del libro al
secondo Concorso Nazionale “Serena Foglia” e in giugno 2000 ricevetti
dalle mani di Serena Foglia, nella bellissima terrazza di Grazia Mirti,
a Torino, il terzo premio. Trovai anche l’Editore Pagnini-Martinelli e
contribuendo con metà della spesa necessaria alla pubblicazione, in
Ottobre 2000 il libro fu realizzato.
Nel frattempo ero venuta a contatto con i genitori di bambini che erano
nati prematuri ed inoltre il medico, Daniela Danieli, che lavorava nel
reparto di neopatologia, essendo rimasta incinta, aveva più tempo da
dedicarmi e fu così che nacque la relazione “Prematuri alla luce degli
astri” che in giugno 2000 esposi al Congresso Internazionale
Mediterraneo di Astrologia tenutosi a Mykonos, in Grecia. I contatti con
questi genitori si amplificavano, tanto da avere una famiglia in cui per
tre generazioni erano nati bimbi prematuri: attualmente però le
generazioni sono diventate quattro, in quanto anche Lina ha avuto un
maschietto nato prematuro. I loro vissuti erano talmente appassionanti
che la relazione si trasformò in un libriccino che venne pubblicato,
senza contributo da parte mia, dall’Editore Pagnini – Martinelli nel
dicembre 2001.
Il 20 novembre dello stesso anno sotto richiesta di Grazia Mirti e del
C.I.D.A, Centro Italiano Discipline Astrologiche, insieme ad altre tre
collaboratrici, diedi vita al Cida-Verona, Iniziativa che sta dando dei
risultati: una volta al mese ci si riunisce per tenere tavole rotonde,
conferenze, lezioni aperte e Simposio. Appoggiate dal Cida Nazionale
abbiamo l'opportunità di invitare a Verona nomi illustri dell'astrologia
come Grazia Mirti, Dante Valente, Marco Pesatori, Lidia Callegari, Marco
Gambassi, Erik van Slooten, solo per citarne alcuni.
Nel dicembre 2003, da corrispondente il Cida-Verona è diventato
delegazione.
Le collaboratrici/ori si susseguono e cambiano a seconda degli anni e
della loro disponibilità; a loro tutte/i va un grande ringraziamento, in
particolare alla giornalista e scrittrice Michela Pezzani, la quale ha
avuto il merito di trasformare il giornalino del Cida scaligero, che
aveva vita già da un anno e mezzo, in "L'Astrovolante" on-line, che ci
ha accompagnato fino a giugno 2005. Indispensabile il lavoro di “scriba”
eseguito da Stefania Marchesini, l’aiuto dell’astrologa Franca
Castagnini e dell’insostituibile astrologa Laura Danese che con il suo
lavoro e i suoi guizzi creativi arricchiscono l’attività della
delegazione. E per finire il “nostro” web-master Michele C. che oltre ad
essere un ottimo tecnico del computer è anche una persona estremamente
saggia.
Nel 2001 venni a contatto con i familiari delle vittime e degli imputati
del disastro aereo successo a Villafranca nel dicembre '95 e dopo sei
mesi che ascoltavo i loro vissuti e analizzata la dinamica
dell'incidente, decisi di provare a scrivere qualcosa: nacque così il
libro "Cronaca astrologica di un disastro aereo", che terminai l'anno
successivo e nell'attesa di trovare un nuovo Editore, perché la
distribuzione dei precedenti era molto scarsa, incontrai Isabel Jimenéz
Martin, che mi ha tradotto il libro in spagnolo e che ho così potuto
inviare al concorso Gracentro, Premios Mundiales de Investigacion
astrologica 2003 : il 7 dicembre a Valencia dalle mani del Presidente
Don José Luis Carion Bolumar ho ricevuto la Menciòn de Honor.
Nel giugno 2002 ho partecipato al 2° convegno torinese con la relazione
"Mercurio e i pianeti lenti", mentre nel giugno del 2004 ho esposto la
relazione "Quel virilone di Marte…" analizzando e spiegando alcuni
aspetti della sessualità.
Con i passaggi di Urano e di Saturno in trigono al mio Mercurio radix è
stato fecondato, alimentato e terminato il libro "Le Simbologie dei
transiti" che, secondo le indicazioni dei due pianeti, doveva rispondere
ai presupposti di essere essenziale, chiaro e pratico. Psicologicamente,
tali transiti, mi stimolavano a scriverlo rapidamente e ad essere
autonoma anche nella pubblicazione, proprio per non accettare
compromessi e censure da parte delle due case editrici, che erano
interessate a stamparlo.
A fine maggio 2005 il libro viene presentato al pubblico, che ne rimane
così entusiasta che nel giro di neanche sei mesi è stata necessaria una
ristampa. Il testo ha riscontrato critiche e recensioni positive.
Ai primi di giugno 2005 ho partecipato a Bilbao, Spagna, al XXII
Congreso Iberico Internacional de Investigacion en Astrologia al quale
sono stata invitata come candidata al premio Abbadie, con la relazione "Sucedàneo
amoroso", mentre a fine giugno 2006 sono intervenuta a Gijon, al XXIII
Congreso con la relazione “Simbologías de los aspectos Luna- Neptuno en
el tema celeste.”
Come ho già detto all’inizio della mia storia, con il primo passaggio di
Saturno, che transitando sulla mia posizione natale, formava nuovamente
dalla casa nona la congiunzione al Medium Coeli ed i sestili a Mercurio
in casa dodicesima e a Urano in casa ottava, ho intrapreso lo studio
dell'Astrologia. Era il lontano 1979, periodo in cui corsi e testi per
neofiti scarseggiavano a tal punto, che questa mancanza mi spinse,
qualche anno dopo, a pensare che, quando ne fossi stata in grado, avrei
scritto un manuale per l'autodidatta.
Solo con il secondo passaggio di Saturno in posizione natale, sono
riuscita a concretizzare quel mio vecchio sogno, dando vita a “Vadémecum
dell’Astrologia individuale”.
I quasi trent'anni trascorsi mi hanno permesso di apprendere la teoria,
di applicarla alla pratica e di ritornare infine ancora alla teoria
traendone delle conclusioni. Il ciclo di Saturno, come ho scritto nel
libro “Le simbologie dei transiti” porta a ripercorrere il medesimo
cammino, a rivivere il momento di nascita, anche se in modo diverso,
poiché nel frattempo i pianeti lenti hanno cambiato posizione,
riflettendo un nuovo contesto.
In questo libro, che sarà nelle librerie a Novembre-Dicembre ‘08,
illustro le regole fondamentali, essenziali ed indispensabili, secondo
me, per entrare nel mondo astrologico; parlo dello Zodiaco, che
comprende tre elementi fondamentali: i segni, i pianeti e le case.
Le costellazioni rappresentano l’Io, ossia il comportamento esteriore di
ognuno di noi, il modo in cui ci manifestiamo ed appariamo.
Gli aspetti tra i pianeti rappresentano invece l'Es, ossia l’energia
interiore che ci fa muovere e che ci permette di distinguerci l'uno
dall'altro.
Le case simboleggiano infine il Super-Io, vale a dire il percorso che
ognuno di noi deve obbligatoriamente compiere nella vita, dalla nascita,
attraverso l'adolescenza, la coppia, la famiglia, l’età della pensione,
fino ad arrivare alla vecchiaia ed alla morte.
Nella descrizione delle case come Super-Io ho apportato modifiche alla
loro consueta visione, in particolare in merito alla dialettica delle
case quinta e undicesima, poiché la mia lunga esperienza astrologica mi
ha permesso di compilare una statistica, che mi ha indotto a conclusioni
che variano la tradizionale lettura.
Il libro prosegue con tre esempi di temi natali, dei quali
l’interpretazione del primo segue dettagliatamente, la regola della
consequenzialità delle case.
Non ho parlato dei pianeti nelle case e nei segni, né tantomeno degli
aspetti radicali perché la trattazione sarebbe così vasta da richiedere
ognuno un libro a sé e non so se riuscirò ad arrivare a tanto. Spero di
realizzare almeno il libro “Le simbologie degli aspetti radicali”, che
considero d’importanza fondamentale nell’interpretazione del tema natale
e che molte persone stanno già aspettando da tempo.
Carla Pretto
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