Vorrei che voi,
assorbiti in questo corpo di cellulosa,
attraverso la finestra di questa stanza,
vi libraste nell'aria luminosa,
sopra le teste dei passanti, come stelle filanti,
sui tetti e fra i balconi, come aquiloni,
impigliandovi per un attimo nelle croci dei campanili,
nei rami più alti degli alberi dei viali e dei giardini,
con l'affacciarsi alle finestre dell'attenzione che vi segue.